10 cose da fare ad Alberobello - Itinerario fra i trulli

Dalla visita al Trullo Sovrano (il più grande e maestoso del paese), all’esperienza del soggiorno in trullo, abbiamo individuato 10 cose da fare nella città dei trulli. Il paese si può visitare tranquillamente a piedi, quindi parcheggiate la vostra auto e iniziamo con l’itinerario ideale per una passeggiata ad Alberobello.

1. Casa d’Amore

Iniziamo, appunto, dal principio. Nel cuore di Alberobello, proprio nei pressi del Comune, sorge un’abitazione con una storia speciale: è Casa D'Amore, la prima costruzione permanente del paese. Nel 1797 accadde un evento di fondamentale importanza per Alberobello: fu costruito il primo edificio con l’utilizzo della malta (al contrario dei trulli che venivano costruiti a secco). Al piano superiore di Casa d’Amore, infatti, precisamente sulla facciata esterna, è possibile vedere l’epigrafe commemorativa di questo evento che attesta anche la data di edificazione. Fu proprio in quell’anno che Alberobello, all’epoca un villaggio di soli trulli, divenne “città regia”, titolo conferito dal re Ferdinando IV di Borbone. Casa d’Amore, quindi, non è solo un edificio storico, ma rappresenta il fiero simbolo dell’affrancamento dal dominio feudale.

Architettonicamente parlando, poi, Casa D’Amore è un interessante esempio dell'evoluzione architettonica di Alberobello e cioè del graduale passaggio dai trulli alle abitazioni più moderne che oggi coesistono. Vi state chiedendo se c’è una storia di passione dietro il nome di questa casa? La risposta è no, infatti pare che il 22 giugno del 1797, mentre veniva eletto il primo Sindaco di Alberobello, Francesco D’Amore iniziasse a costruire questa casa “in cotto”.

2. Il museo del territorio

Intitolato al dottor Giacomo Pezzolla, il medico personale dei nobili Acquaviva d’Aragona, il Museo del Territorio (Casa Pezzolla) è un complesso architettonico imponente. 15 trulli comunicanti tra loro raccontano la cultura antica di Alberobello attraverso diverse sezioni d’approfondimento, attrezzi, fotografie, testimonianze autentiche e la ricostruzione di alcuni ambienti contadini. All’interno del museo, infatti, è possibile conoscere approfonditamente le attività produttive principali del territorio alberobellese: dalla viticoltura alla coltivazione del grano, passando per la lavorazione della pietra.

3. La leggenda dei Trulli Siamesi

C’è una storia che rivive fra i trulli ogni volta che un turista si ferma davanti ai trulli siamesi, facilmente raggiungibili camminando lungo la scalinata di Via Monte Nero. Si tratta, a dire il vero, di una leggenda che simboleggia la storia di amore e odio che travolse due fratelli nel lontano 1400. La struttura di questi trulli è particolare perchè si tratta a tutti gli effetti di un “trullo doppio” con due ingressi, uno per ogni trullo, affacciati su due strade differenti. L’originalità dei trulli siamesi sta soprattutto nel fatto che le stanze erano precedentemente comunicanti attraverso una porta. Se siete curiosi di scoprire come questa storia di due fratelli innamorati della stessa donna promessa al maggiore, ma invaghitasi del minore, abbia dato origine ad una delle costruzioni più originali del mondo, vi basta affacciarvi; percorrendo via Monte Nero li troverete a metà del percorso verso la chiesa a trullo.

4. L’unica chiesa a trullo del mondo

Per chi ama i luoghi di devozione “particolari”, la chiesa di S. Antonio da Padova, inaugurata nel 1927 quindi relativamente recente rispetto ai trulli, è una chicca da non perdere. Vi si arriva passeggiando in salita fra i trulli del Rione Monti. Entrando, si viene accolti da un enorme e ricco affresco posto dietro all’altare e che cattura subito l’attenzione del visitatore appena varcata la soglia della chiesa. Siamo di fronte all’Albero della Salvezza, un gigantesco albero il cui tronco è rappresentato dal crocifisso di Gesù, sui rami dell’albero sono presenti dei cerchi contenenti i volti dei santi, mentre ai piedi si trovano la Madonna e l’apostolo Giovanni. A sinistra si trovano Sant’Antonio e San Francesco, mentre sulla destra è possibile notare San Cosma e San Damiano. Adamo ed Eva sono invece inginocchiati a terra, nell’atto di accogliere il Signore.

Una curiosità: l’unica chiesa a trullo del mondo è stata realizzata in soli 14 mesi.

5. Il Rione Aia Piccola

Il nucleo abitativo più antico ed autentico del paese è l’Aia Piccola, chiamato così perchè rappresenta l’antica e laboriosa aia contadina di Alberobello. Un nome che rievoca l’antica usanza di battere il grano in piazza, “piccola” per distinguerla rispetto alla vicinissima “piazza delle Erbe”. In questo borgo completamente composto da trulli e privo di esercizi commerciali o negozi di souvenir, si vive ancora con lentezza e semplicità.

Se si vuole fare un vero tuffo nel passato, basta fare una passeggiata tra le viuzze dell’Aia piccola; qualche anziana signora seduta fuori dal suo trullo saprà raccontarvi storie indimenticabili su questo piccolo paese di circa 11.000 abitanti ormai famoso nel mondo. I vicoli dell’Aia Piccola diventano ancora più suggestivi nel periodo natalizio, quando rappresentano lo scenario del Presepe Vivente.

6. Passeggiare sul corso, fino alla chiesa dei SS. Medici

Gli alberobellesi lo fanno da sempre. La passeggiata su Corso Vittorio Emanuele, specialmente la domenica mattina, è un rito che si ripete per incontrare gli amici, scambiare due chiacchiere e aggiornarsi sui “fatti del paese”. A partire da Piazza del Popolo fino alla chiesa dei SS. Medici si passeggia lentamente, guardando le vetrine dei negozi e ammirando da lontano la splendida facciata neoclassica del 1885. Per i visitatori, la tappa alla basilica minore dei santi patroni è d’obbligo, visto che le prime attestazioni devozionali di Alberobello per i santi Cosma e Damiano si registrano nella seconda metà del Seicento. Sapevate che durante la festa patronale i pellegrini percorrono decine di chilometri a piedi per venerare i Santi?

7. Ammirare lo skyline dei trulli (Belvedere)

Se c’è un orizzonte davvero unico al mondo è quello di Alberobello. In nessun altro posto sul pianeta, infatti, si può ammirare uno skyline fatto di coni con i pinnacoli che svettano nel cielo. Pierpaolo Pasolini ne rimase abbagliato e, in un articolo del 1951, scrisse parole meravigliose su questo orizzonte: “I tetti a punta, di un nero cilestrino, si staccano improvvisi da questa base contorta e armoniosa, per riempire il cielo di magiche punte”. Perdersi in questa visuale da favola è possibile affacciandosi dal belvedere adiacente alla chiesetta di Santa Lucia, in Piazza GianGirolamo II D'Acquaviva D'Aragona.

8. Il Rione Monti

Questa tappa del nostro itinerario ad Alberobello non ha bisogno di molte parole perchè il Rione Monti è il più conosciuto di Alberobello, tanto che i souvenir del paese che riscuotono più successo da sempre si acquistano proprio in questo rione. Il Rione Monti è la zona di trulli più estesa (ne include circa 1000), formata da caratteristiche stradine parallele, tutte in salita e che portano sulla cima del “monte”, dove si trova la chiesa a trullo. In questa zona, più commerciale rispetto all’Aia Piccola, non è difficile imbattersi in laboratori estemporanei che mostrano come si lavora la pietra per realizzare i trulletti o il ricamo dei canovacci tradizionali.

9. Trullo Sovrano

Il re dei trulli, il più grande del nucleo urbano, tra i primi ad essere costruito con la malta e con una caratteristica che lo rende unico: presenta due piani divisi da una scala in muratura e non in legno come i più comuni trulli con soppalco. L’attuale ala sinistra costituisce il suo nucleo originario, che si può far risalire agli inizi del1600, mentre la parte restante fu costruita nella prima metà del 1700 per conto della famiglia benestante del sacerdote Cataldo Perta. Egli, infatti, edificò la struttura e la utilizzò come dimora, mentre nei trulli adiacenti adibì le abitazioni per i suoi dipendenti.

Oggi, il Trullo Sovrano è una casa museo dove scoprire come si svolgeva la vita di una volta ad Alberobello; inoltre, è una buona occasione per conoscere insieme allo staff la struttura e la particolarità dei trulli, costruzioni di origine contadina completamente realizzate a secco, con pietra calcarea locale.

10. Dormire e mangiare in un trullo

Dormire e mangiare in un trullo: quale modo migliore per concludere l’esperienza “trullesca”? Il soggiorno da Trulli Holiday, l’unico albergo diffuso in trulli, è la scelta ideale per conoscere davvero Alberobello. Aprire gli occhi e ammirare l’interno dei coni costruiti con maestria, le pietre posizionate una ad una fino alla cima del trullo, assaporare la tradizione nella sala in pietra viva e lasciarsi coccolare dal comfort ambientale delle dimore antiche ristrutturate con cura. Le possibilità di soggiorno sono tante e dipendono dalle caratteristiche del trullo: si passa dal nido d’amore per le coppie con sala massaggi e vasca idromassaggio esterna ai trulli attrezzati per la serenità delle famiglie.

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