Costruiti completamente a secco, protetti dall'Unesco come parte della World heritage list, scelti come dimora dai turisti che vogliono vivere una vacanza unica. Sono i trulli, le famose costruzioni coniche conosciute in tutto il mondo che vi stanno ospitando proprio in questo momento.
Costruzioni così particolari necessitano di una competenza altrettanto eccezionale: quella del mastro trullaro, l’unico artigiano in grado di costruirli e ristrutturali. Realizzare un trullo è una specie di miracolo edilizio che impone rigore, conoscenza profondissima delle materie prime, amore per la cultura. Tutto è fatto rigorosamente a mani nude lavorando le pietre di natura calcarea, seguendo la stessa tecnica di 400 anni fa.
In sintesi, il mastro trullaro realizza un cerchio (o un quadrato). Vicino scava un buco profondo per il pozzo che raccoglie l’acqua caduta dal tetto, poi comincia a mettere tante pietre in un girotondo sempre più stretto. La spessa muratura portante è costituita da due paramenti paralleli, la cui intercapedine è riempita da pietre di minore grandezza e terriccio. L’unica parte che resta completamente esposta alle intemperie e a causa di queste assume un colore grigio è la copertura esterna, cioè il caratteristico tetto a cono. Questo è costituito da lastre calcaree, dette chiancarelle, chiancole o chianche, di forma allungata e spessore variabile, lavorate con i martelli di varie tipologie e disposte senza l’uso d’alcun legante. Il cono viene chiuso poi con il pinnacolo che sormonta gli ultimi filari, formati da lastre di dimensioni minori. Sebbene si dica che tolto il pinnacolo il trullo cada, la verità è che si tratta semplicemente di una decorazione.
Ancora oggi il mastro trullaro è chiamato a rivestire un ruolo importante: far rivivere il valore storico-culturale dei nostri trulli. Sapevate che si serve ancora degli stessi strumenti? L’Unesco, infatti, ha stabilito che la ristrutturazione deve tenere conto il più possibile del trullo originale, con le sue misure e le sue imperfezioni. Ogni trullo, insomma, è un’opera d’arte unica e non riproducibile.
Abbiamo voluto omaggiare l'antico mestiere del mastro trullaro esponendo in questo trullo gli attrezzi originali da lui utilizzati. Le due caldarine in metallo, posizionate a terra, venivano utilizzate per raccogliere e trasportare le pietre. Una volta riempite, potevano trasformarsi anche in un pratico sostegno per il lavoro: un piedistallo e un comodo appoggio su cui posare le pietre più grandi, rendendone più semplice la lavorazione.
Nella teca in vetro sono esposti:
Sono strumenti semplici, essenziali, nati dalla necessità e dall'esperienza, che insieme raccontano un sapere tramandato nel tempo, fatto di precisione, manualità e profonda conoscenza della pietra. Come per gli altri trulli dell'albergo diffuso, dedicati ciascuno a un antico mestiere della tradizione di Alberobello, anche questo spazio permette di entrare in contatto con una parte autentica della storia locale. Ma qui la storia non è soltanto da osservare: il trullo è ancora oggi un luogo da vivere, perché gli ospiti possono soggiornare proprio tra le pietre e gli strumenti che raccontano l'antico lavoro di chi, generazione dopo generazione, ha dato forma ad un luogo speciale.